lunedì 30 dicembre 2013

SCRIXOXIU (Tesoro Segreto) - portafortuna 2014

 AUGURI DI BUON 2014 

Questi sacchettini di tessuto si chiamano 
"SCRIXOXIU"
 (in lingua sarda significa Tesoro Segreto)
Per tutti l'augurio di trovare il Tesoro che è in noi.

Un abbraccio Pietra




 Scrixoxiu, nel folklore sardo, è uno scrigno o un grande tesoro. 
L'ubicazione di uno scrixoxiu viene rivelata da uno spirito, di solito di un parente defunto.
 Il luogo dove si trova lo scrixoxiu non deve essere mai rivelato prima del suo recupero, altrimenti si trasformerà in cenere. 
Nei tempi antichi si usava cementare nei muri o nel pavimento uno scrigno con dentro le monete d'oro, d'argento e altri oggetti preziosi.
 Forse è proprio da qui che è nata la leggenda.

mercoledì 18 dicembre 2013

ECO DYED - Pistacia terebinthus



fronte foglia


Quest'autunno, durante una meravigliosa passeggiata nei boschi 
con l'intento di trovare un poco di Cedracca(Ceterach officinarum)per fare delle tisane depurative, ma anche di raccogliere radici di robbia da usare per la tintura, mi capita l'avventura di fare una nuova conoscenza botanica

Anna, la mia amica e guida nel bosco, ad un certo punto si fa immobile con gli occhi sgranati e la bocca aperta in un grido di stupore silenzioso e mi indica, saltellando come una bimba felice, qualcosa.

Mi volto nella direzione indicata ma non capisco cosa vuole che veda. 

Non vedo nulla se non la vegetazione in modo indistinto.

Penso sarà qualche animale che ormai è scappato o si è ben mimetizzato.  

Finalmente Anna riacquista la parola  e mi dice che dietro di me cè un esemplare di Pistacia Terebinthus.

La mia amica mi racconta alcune cose che sa su questa pianta straodinaria. 
Mi incuriosisco tantissimo e colgo una manciata di foglie e due rami, che taglio con le cesoie, da utilizzare per tentare una talea.

Dopo alcuni giorni provo ad utilizzare in Ecoprint  le foglie di Pistacia Terebinthus raccolte con Anna.
Devo dire che non confidavo affatto su alcun risultato apprezzabile memore del fatto che già in precedenza avevo sperimentato, risultato la Pistacia Lentiscus.

Ma ecco che,  al momento di svolgere i miei pacchettini, 
dopo la bollitura, 
lo stupore.

Fantastico, le foglie di P. Terebinthus si sono superbamente impresse e la loro impronta è chiara e nitida da ambo i lati.

Che dire, anche io ho saltellato felice come fece la mia amica Anna il giorno che riconobbe questa meravigliosa pianta
    


















per chi vuole saperne di più 
ho raccolto sull'web un pò di informazioni sulla:


- Pistacia terebinthus

Anacardiaceae

Terebinto, Spaccasasso, Scornabecco, Cornucopia.
Térébinthe, Terebinth, Arbol trementino, Terpentin-Pistazie.

Descrizione: cespuglio o piccolo albero alto 1-5 m con odore resinoso.
E' una pianta dioica che porta fiori maschili e femminili su esemplari diversi. 
Nelle  regioni meridionali viene inoltre utilizzato come portinnesto per il pistacchio. 

Si tratta di una pianta a foglie caduche opposte e imparipennate. 

I fiori rossastri o rosati compaiono in primavera e in contemporanea all'emissione delle nuove foglie.

Sono seguiti da bacche verdoline che a maturità cambiano colore divenendo rosso violacee. 

Distribuzione in Italia: presente in tutte le regioni con esclusione della Val d'Aosta, più raro nell'Italia Settentrionale e mancante sulle montagne elevate e nelle pianure alluvionali.

Habitat: boschi termofili, pendii e fessure di rupi calcaree e aride.

Etimologia: Il genere prende il nome dal latino pistacia col quale venivano chiamate queste piante, e dal greco pistakê che indicava i frutti di questa pianta, entrambi i nomi sembrano a loro volta derivare dal persiano.
Il nome specifico dal greco terebenthus che era quello della sua resina.
Il nome volgare di Spaccasasso e dovuto al suo apparato radicale sviluppato e profondo che ben si adatta a terreni rocciosi, quello di Scornabecco o Cornucopia per le galle a forma di corna di capra che si sviluppano sulle sue foglie nel periodo vegetativo o per la durezza del suo legno superiore al corno del becco.

Proprietà ed utilizzi: Immagine  Specie officinale
pianta rustica e assai resistente alla siccità, dotata di un apparato radicale sviluppato e profondo che resiste anche molto bene al gelo, grazie a queste sue carateristiche è utilizzata come porta-innesti per il pistacchio (Pistacia vera L.) che, è coltivato per il seme.
Il suo legno, particolarmente duro viene utilizzato per ricavarne oggetti col tornio.
Dalla corteccia si estrae una resina, la trementina di chio, dotata di proprietà astringenti, digestive, emostatiche ed espettoranti.
In Oriente viene usata come masticatorio per profumare l'alito e rinforzare le gengive, e per lo stesso scopo in Spanga veniva prodotto dalle galle un vino astringente.
Dai suoi semi si ricava un olio alimentare.
Le galle e le foglie venivano utilizzate per curare la diarrea, per le proprietà astringenti del loro contenuto di tannini.
Ai suoi frutti si attribuiscono proprietà afrodisiache e diuretiche, a Cipro vengono usati per preparare dei particolari tipi di pane, e a Creta si utilizzano per prepare un particolare liquore chiamato tsikoudia che è lo stesso nome col quale chiamano la pianta; in Turchia i suoi frutti tostati vengono usati per preparare una bevanda simile al caffè conosciuta come menengiç kahves, e i suoi oli essenziali sono impiegati nella fabbrica di saponi (Soap Bittim) per la bellezza della pelle e dei capelli. 
Recentemente dal dipartimento di farmacologia della "Universitat de València, Burjassot, Valencia, Spain", alcuni ricercatori hanno estratto dalle galle del terebinto tre differenti triperteni attivi contro infiammazioni acute e persistenti.

Pistacia-terebinthus-Fiori maschili_Campus.jpg     Pistacia terebinthus, Cornucopia, Scornabecco, Spaccasasso, Terebinto, Chessa ‘e monte, Codora, Kessa era, Modditzi era


  • Il legno bruno, venato, pesante, compatto e omogeneo veniva utilizzato per lavori di tornitura perché si presta ad essere levigato.
  • Le bacche, seppure molto piccole, sono commestibili ed il seme ricorda gusto e colore del pistacchio. I grappoli di bacche, conservati sotto aceto come i capperi oppure nel sale come le olive, venivano considerati il cibo dei poveri ed avevano anche la fama di essere afrodisiaci. Si utilizzano anche per aromatizzare le carni.[senza fonte]
Inoltre venivano usate anticamente in Spagna per produrre un vino astringente utilizzato per "fortificare le gengive". Recentemente è stato estratto da queste galle un triterpene ad azione antiinfiammatoria [1]
  • Sia gli Egizi che i Greci conoscevano una resina ottenuta dalla corteccia del terebinto detta Trementina di Chio. Dalla fine di luglio fin verso la fine di settembre, nell’isola greca di Chio, venivano praticati tagli nei tronchi dei vecchi terebinti per raccogliere questa resina considerata fino al 1770 un buon balsamo naturale. È sempre stata una delle resine più rare e pertanto molto ricercata soprattutto contro la calcolosi.




domenica 15 dicembre 2013

LA PASSIONE DI UN FILO

Un filo rosso

tiene insieme 

tessuti dipinti

cuciti con filo di seta

                                                         Sereno,  l'animo

                                                          nella creazione;

solo quando l'armonia è palesata

rimetto gli aghi nell'astuccio