domenica 13 ottobre 2013

ALLA SCOPERTA DELLA TINTURA TESSILE EGIZIA

In questo post parlerò della tintura sui tessuti praticata dagli antichi egizi.

Sgabello impagliato (Tomba di Kha) 
Al Museo Egizio di Torino sono andata due volte, circa dieci anni fa e settembre di quest'anno.

La prima volta non furono le mummie, nei i loro sarcofagi ad impressionarmi, ma i geroglifici e la tomba di Kha .
I geroglifici mi colpirono perché vederli dal vivo rendeva reale tutta la storia egizia che avevo imparato a conoscere durante il percorso scolastico, e osservare i caratteri cuneiformi dal vivo mi portava ad un immaginario di codici segreti e giochi di bambina.
La tomba di Kha per la particolarità dei ritrovamenti attraverso i quali è possibile conoscere abitudini alimentari, moda e costume, passatempi e usi funerari di una famiglia benestante dell'Antico Egitto (dalla parrucca di Merit, sposa di Kha, al pane, dallo sgabello intrecciato in paglia ai panni di lino e così via).
parrucca di Merit

Stavolta, giunta al Museo, trovo che è stato ammodernato (almeno una parte) e che la disposizione di molti reperti è cambiata.
La disposizione dei reperti oggi è articolata per gruppi omogenei ad esempio per Epoche, e per temi ad esempio la scrittura e la tessitura.
La tomba di Kha è stata spostata,  e a tutti i reperti  è stato dato maggior spazio espositivo.
Mentre la sala della statuaria è uguale al passato.

Ciò che stavolta ha attratto maggiormente la mia curiosità è stata la sala della Tessitura  dove sono esposti i teli provenienti dalle tombe regali della XVIII dinastia, strumenti per la tessitura, tra cui fusi e pettini lignei, e inoltre accessori d'abbigliamento tra cui sandali.

Nelle immagini che seguono alcuni panni di lino perfettamente conservati 

Lini finissimi (Tomba di Kha)

Attrezzo ligneo utilizzato per pieghettare i tessuti. I tessuti venivano inseriti bagnati tra due tavolette e
premuti a caldo in modo che la stoffa prendesse la forma delle sagome dentate. 

particolare di lino con frangia (Sala Tessitura)


Lini sul tavolino (Tomba di Kha)



uno di questi lini aveva, lungo la lunghezza del tessuto, alcuni fili di ordito di colore Blu.

LA TINTURA DELLE VESTI

La cosa in sé è assai straordinaria in quanto il tessuto maggiormente usato dagli Egizi per le loro vesti era il lino.  
Chimicamente il lino è formato da cellulosa, ovvero da catene polisaccaridiche; si tratta di un materiale più difficile da tingere rispetto ai tessuti di origine proteica come lana e seta. Per questo motivo la maggior parte dei capi in lino non veniva colorata così che le stoffe restavano di un colore tra il bianco e il marroncino chiaro.

PIGMENTI E COLORANTI

La tintura, se necessaria, era eseguita con alcuni pigmenti impiegati anche nella pittura, principalmente ocre gialle e rosse, oppure con lacche o coloranti.
Un colorante efficace sul lino era costituito da una combinazione di tannino e sali di ferro contenuti in alcuni limi. Esso imprimeva una colorazione marrone, oppure era impiegato come inchiostro per tracciare linee sul tessuto. 

BLU: per il blu si impiegava l'indaco ottenuto da piante delle specie Indigofera, oppure il guado, un indaco di minor pregio ottenuto dalla pianta Isatis tinctoria
ROSSO:  la robbia era usata per tingere di rosso;  i tessuti colorati con lacca di robbia sono stati ritrovati nella tomba di Tutankhamun.
VERDE: si otteneva mediante doppia tintura con un indaco e un giallo.
PORPORA: il porpora era ricavato da una miscela di Indaco e Robbia oltre che dalla celeberrima Porpora di Tiro.






2 commenti:

Ginny Huber ha detto...

Brava, Pietrina! E molto interessante..Grazie per i'informazioni..Se torna a Torino qualche giorno andra al museo. Ma per ora come' te mi piace molto tutte le cose' in riguardo la tintura naturale ed anche eco-print!

Pietrina Atzori ha detto...

ciao Ginny, brava non mancare di andare al Museo è veramente interessante.
Grazie del feedbak per me è molto importante.