giovedì 7 marzo 2013

DEDICATO A MARIA LAI

libera interpretazione di

"Legarsi alla Montagna

di Maria LAI

Sasso raccolto a Monte Gedili legato con nastro di jersey di cotone 
Legarsi alla montagna è il titolo di una nota operazione sul territorio di Maria Lai, realizzata nel paese di Ulassai, con gli abitanti del paese stesso l'otto settembre del1981.
Tutto ebbe inizio quando l'Amministrazione Comunale di Ulassai commissionò all'artista Maria Lai la realizzazione di un importante monumento ai Caduti in Guerra per il paese. L'artista rifiutò l'incarico e decise di modificarne gli intenti realizzando un qualcosa che servì per i vivi e non per i morti, così reinterpretando una antica leggenda del paese, legò insieme agli abitanti tutte le porte, le vie e le case con circa 27 km di nastri di stoffa celeste. L'operazione materiale durò tre giorni circa, il primo giorno vennero tagliate le stoffe, il secondo giorno vennero distribuite e il terzo vennero legate quindi coinvolgendo donne, bambini, pastori, anziani. Ma la gestazione dell'opera fu molto più lunga, infatti inizialmente i popolani non condivisero le dinamiche e si rifiutarono di collaborare, le proposte della Lai in un primo momento suscitarono preoccupazione per il probabile risvegliarsi di antichi rancori tra abitanti stessi, tanto che ci volle più di un anno e mezzo per ritrovare un filo di discussione. Dopo un anno e mezzo di trattative il nastro passò laddove tra famiglie esisteva un legame d'amore, al nastro vennero legati dei pani tipici "Pane Pintau", mentre laddove le famiglie erano avverse il nastro indicava il confine del rispetto delle parti. L'intera operazione venne documentata dal fotografo Piero Berengo Gardin e sul finire della serata, gli scalatori legarono i nastri alla montagna più alta che sovrasta l'abitato "Monte Gedili". Ulassai fu legata, e fu legata alla sua montagna.
La leggenda affonda le origini ad un fatto realmente accaduto nel paese, quando nel lontano 1861 si staccò un costone della montagna e travolse un'abitazione della parte più alta del paese, in quell'occasione morirono tre bambine e una di loro si salvò proprio con un nastro celeste in mano. I popolani videro in questo fatto un miracolo divino e ne conservarono il ricordo, tramandandone di generazione in generazione una versione in parte veritiera in parte fiorita di pittoresche sfumature di fantasia.
L'operazione suscitò clamore e stupore tra paesi vicini, e successivamente a questa operazione Ulassai divenne pian piano un Museo a cielo aperto. Mentre a livello dei grandi circuiti della critica nazionale, Maria Lai venne criticata in modo negativo, perché per i più scettici si era impegnata a fare la festa del paese. L'unico scrittore e critico che ne capì sin dall'inizio il valore di questa esperienza fu Filiberto Menna di Roma. Ma tuttavia l'operazione rimase in silenzio a livello di critica generale per oltre un ventennio. Ora invece è stata rivalutata a carattere nazionale, in particolare ad iniziare dalla Mondadori, che la vede come lo spartiacque dell'Arte Contemporanea, poiché per la prima volta l'artista e l'opera d'arte risiedono nella figura dello spettatore, facendo di quest'ultimo il vero artefice dell'operazione.
"tratto da Wikipedia"
Chi è Maria LAI?


Maria Lai è nata a Ulassai(Nu) nel 1919. Dopo aver frequentato a Roma il Liceo Artistico,è allieva di Arturo Martini all’Accademia di Venezia dal 1942 al 1945. Dall’eredità martiniana nasce la vocazione sperimentale della Lai. La ricerca di tecniche e materiali diversi è ricca ed originale: pani, telai, ceramiche, tele e libri cuciti fino agli interventi ambientali ed alle performans collettive.Ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali.

Nessun commento: