sabato 31 dicembre 2011

TRA GLI ARTIGIANI DELL'EST - VIAGGIO IN ROMANIA


Ciao a tutti,
in queste righe che seguiranno troverete il promesso resoconto sull’avventura personale e dell’Associazione Il Gregge del Feltro a mano, che ho rappresentato, nella città di Brasov in Romania, dove si è tenuta, tra il 24 e il 27 Novembre 2011 un’importantissima Conferenza Internazionale sull’Artigianato intitolata “Good Practices in Traditional Handcrafts”.
Promosso dall’Associazione rumena AteLier e patrocinata dall’Unione Europea, dal Fondo Sociale Europe e dal Governo Rumeno si è trattato della presentazione di un progetto che si è svolto in 18 mesi (da agosto 2010 e terminerà a gennaio 2012) che ha interessato diverse regioni rumene e distretti di speciale interesse artigianale quali Brasov, Covasna, Bacau, Neamt, Cluj, Maramures.
L’obbiettivo generale del progetto è stato quello di coinvolgere gli artigiani di queste località in un processo formativo di consapevolezza del valore culturale e di possibilità economica che esprime il prodotto artigianale che prende forma dalle loro mani, dalla storia e cultura locale, dalla creatività comunitaria etc..
Sia che si trattasse di CIBO (speciale è la salumeria e i formaggi, i dolci), INDUMENTI (tessitura, ricamo, lavorazione della lana, confezione dei costumi tradizionali ….), ARREDI (lavorazione del legno, del vetro, della pittura di icone ….. ) GIOIELLI, BOTTI per il vino, e tanto altro ancora.
Alla conferenza erano presenti circa 70 artigiani rumeni e 20 artigiani provenienti dal resto dell’Europa (bulgari, ungheresi, inglesi, italiani).
Durante la Conferenza, che è durata due giorni, tutti gli artigiani presenti hanno avuto modo di conoscersi, confrontarsi e soprattutto incuriosirsi dei rispettivi lavori. Infatti tutti siamo stati lì accompagnandoci con le nostre opere.
Non è stato difficile comunicare perché la lingua rumena ha una forte radice latina, l’altra lingua ufficiale era ovviamente l’inglese. Lo scambio è stato favorito anche dalla perfetta e generosa organizzazione dell’Associazione AteLier, che ha messo a disposizione di ogni gruppo un persona di madrelingua che non mancava mai della sua presenza per tradurre le conversazioni.
Gli artigiani rumeni hanno esposto prevalentemente i loro costumi tradizionali coloratissimi, finemente ricamati, con lavorazioni ad intaglio pregevolissime sia nei costumi della festa come in quelli della quotidianità. Lavori di tessitura su telaio verticale a quattro licci e tessitura con telaio a tensione (prevalentemente lana di pecora e cotone). Curiosa una lavorazione della lana che somiglia molto a quella dell’”orbace” in Sardegna; con questo tipo di manufatti sono confezionati i costumi maschili della zona di Maramures. Interessanti i lavori sul legno: dalle sculture raffiguranti animali e persone; oggetti d’uso quotidiano come mestoli forchettoni e piatti, fino alla costruzione di chiese interamente in legno (di ciò ci è stata mostrata documentazione fotografica).
Un’interessante testimonianza è stata quella di dolcissimo signore rumeno che ha raccontato di aver perso il proprio lavoro in fabbrica e non volendo prendere in considerazione la via dell’emigrazione per poter lavorare, ha ripreso l’arte di costruire le botti per il vino.
Lo sapevate che in Romania fanno dell’ottimo vino?
Dalla rappresentanza ungherese, invece, ho potuto vedere e toccare con mano le tipiche uova decorate a mano. Pensate che per farne una occorrono quattro ore di lavoro. Ogni uovo è carico di simboli e significati.
A questa usanza, fin dall’antichità, era attribuito, specie in primavera, un profondo significato. In Ungheria le più sentite e diffuse tradizioni pasquali sono, da remotissima data, la benedizione del cibo e la decorazione delle uova.
Secondo una credenza popolare, infatti, i misteriosi simboli dipinti sul guscio erano dotati di potere magico (la mano, la stella o la croce, per esempio, scacciavano le malattie e il maligno). Si è così diffusa, tra gli ungheresi, la consuetudine pasquale di appendere uova dipinte sulla porta di casa o ad alberi e a ramoscelli decorativi.
La presenza delle uova nelle tradizioni pasquali ha molteplici significati. I padrini e le madrine, ad esempio, le offrivano in dono ai propri figliocci all’ingresso della chiesa, come simbolo di vita e risurrezione. Per i bambini ungheresi, invece, scambiarsi le uova decorate (hímestojás) era un modo simbolico per esprimere la loro amicizia.
Non ci ricorda qualcosa di analogo nella nostra tradizione sarda?
Ancora dall’Ungheria un’interessante rappresentanza della lavorazione dei metalli con sculture in bronzo con la tecnica della cera persa in stile moderno; ed anche una giovanissima e carinissim artista che realizzava gioielli e accessori utilizzando diversi tipi di metallo.
Dalla Bulgaria un artigiano ha portato i suoi lavori intagliati nel legno molto rifiniti e intarsiati con essenze diverse; mentre una signora eseguiva dei lavori al tombolo preziosissimi. Da questa terra c’era anche chi lavorava il cuoio sia riproducendo manufatti della tradizione che borse e cartelle in stile moderno.
Da Edimburgo una simpatica signora inglese – Elisabet – che sapeva fare qualunque intreccio, con qualunque materiale naturale a formare ceste, gerle, cornucopie per gli usi domestici, ma anche oggetti di più moderno designer per esempio lampade, forme scultoree svettanti che giocavano sugli intrecci e le trasparenze. Molto interessante anche il fatto che attraverso un’Associazione, nel suo paese, diffonde la conoscenza e la pratica dell’intreccio organizzando corsi e laboratori di diverso tipo e livello.
Infine l’Italia rappresentata da otto donne sarde.
- Quattro di loro – Costanza, Irene, Rita, Sabrina, rappresentavano un gruppo più nutrito di donne che hanno seguito un Percorso formativo di eccellenza mirante all’inserimento lavorativo delle donne rurali nei settori a maggiore presenza maschile denominato Progetto EQUIJOBS.
Fortemente voluto, coordinato e attuato dall’Agenzia Regionale con diversi Partner Internazionali e locali
attraverso il Progetto Equijobs sono state formate otto Operatrici edili specializzate nell’uso dei materiali
naturali per intonaci, pitture e finiture.
E che operatrici !!!!! ci tengo a sottolineare.
Sono dovuta andare in Romania per conoscere queste donne “della porta affianco”.
Straordinarie e nobili, direi, nel portare il loro bagaglio di formazione e conoscenza. Mi sono sembrate “ma forse mi sbaglio” quasi incredule della bellezza dell’arte acquisita di cui ora sono sapienti. Durante il soggiorno rumeno, hanno testimoniato il loro sapere artigiano con gentile fierezza come fosse parte di loro stesse.
E come sarebbe potuto essere altrimenti visto che hanno lavorato con la “terra” la bellissima, la semplice terra?
Solo la sensibilità del loro cuore ha permesso che intraprendessero questo percorso formativo, lo portassero a termine e scegliendo, anche al termine del corso, di continuare a testimoniare la conoscenza e l’arte acquisita.
Che dire!! Speriamo presto di conoscere i nomi delle loro Ditte all’opera nel mercato dell’edilizia naturale.
- Con gioielli d’argento e di lana, Paola ed Angela hanno colorato di simpatia la sala espositiva della
Conferenza.
Creative esuberanti, capaci in diverse tecniche, con abilità e gusto abbinano, nelle loro creazioni argento, lana cardata nonché, pensate!!, i legumi della loro zona (la Provincia del Medio Campidano).
Se vi capiterà, non perdete l’occasione di vedere i loro preziosi lavori.
- In ultimo c’ero pure io. Ebbene si!!!
All’inizio un poco spaesata direi.
E’ chiaro direte: “eri in Romania!!!”.
Certamente ero entusiasta di questa opportunità.
Non sapevo cosa aspettarmi è forse per questo che ancora meglio mi sono fatta pervadere da tutto ciò che ho visto, sentito, odorato, assaporato, conosciuto (meno dal freddo che era tanto ma solo all’aperto e dalla possibilità che qualche vampiro mi succhiasse il collo ah! Ah! Ah! scherzo ovviamente, ma la battuta era d’obbligo dato che Brasov è il cuore della Transilvania).
Da casa sono partita con tre opere di lana sarda realizzate con la tecnica del feltro rispettivamente di Simona Ledda, Laura Cossu ed una mia naturalmente. I lavori che sono stati portati sono gli stessi che hanno partecipato al Concorso sulla Lana Sarda bandito dalla Provincia di Sassari nel 2011.
- ANNINNIA – Culla pensile per neonati
- E TI porto Con me – Tana, cuccia, trasportino, palestra per piccoli animali d’affezione
- VERDICALE – Modulo cappotto termico con funzione supporto per giardino verticale.
Questi lavori rappresentano oltre l’abilità e creatività delle loro autrici anche l’atto di nascita concreto dell’Associazione “IL Gregge del Feltro a mano” che con Simona e Laura, abbiamo voluto costituire per promuovere l’uso e il riuso della lana sarda. Per dare anche noi, e con noi tutti i soci e le socie che ci seguono, un piccolo contributo alla “RINASCITA” dell’uso della lana sarda.
Con le nostre creazioni a Brasov, tra gli artigiani li riuniti, abbiamo riscosso un discreto interesse anche perché qualcosa della nostra lavorazione li riportava a loro tecniche, diverse ma affini, di trattare la lana.
Devo dire che mi ha molto sorpreso non trovare, li, artigiani che lavorassero con la tecnica del feltro.
Pensavo che un Paese con un inverno lungo e intensamente freddo, praticasse la lavorazione della lana anche con l’infeltrimento.
Ma !! vedrò di indagare, ricercare e studiare per togliermi questa curiosità.
Ho un asso nella manica che ora vi svelo: - “ho una cognata, dolcissima e ingambissima che è , indovina un pò: !!! è RUMENA!!! Ah ! ah ! ah ! penso che la sfrutterò un pò per soddisfare le mie curiosità.
Ma veniamo ora alla conclusione di questo racconto/resoconto.
Mi sono fatta l’idea che l’artigianato rumeno è eccellente e degnissimo di essere conosciuto. Peccato che sia in fortissimo pericolo. Si, penso che sia in pericolo di estinzione.
Se pure vi è un’ancora diffusa capacità di buona parte della popolazione di creare con le proprie mani oggetti artigianali.
Sarebbe auspicabile, prima che sia troppo tardi un’operazione come quella attuata da Eugenio TAVOLARA e dall’I.S.O.L.A. in Sardegna negli anni ’60.
Forse mi sbaglio, speriamo !!!
Pietrina Atzori
Dicembre 2011









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